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Queste vengono utilizzate in caso di parziale o totale assenza di elementi dentari. Com'è facilmente intuibile, si distinguono dalle fisse in quanto possono essere rimosse dal paziente stesso durante l'arco della giornata.

Il livello performante di questo tipo di protesi è spesso legato alle ossa basali su cui esse poggiano. Se il soggetto è privo di elementi dentari da molto tempo le ossa, gravate dai carichi masticatori delle protesi, tendono a riassorbirsi e abbassare il proprio profilo. Per questo motivo, periodicamente, è consigliabile una "ribasatura". Ossia la sostituzione della parte della protesi che appoggia sulle mucose con una nuova forma più adatta ai cambiamenti morfologici avvenuti nel frattempo. Ultimamente l'utilizzo delle protesi rimovibili è stato affiancato all'implantologia endossea. Dove le condizione ossee lo permettono, si possono applicare impianti su cui agganciare le protesi rimovibili. Queste risultano così molto più stabili e affidabili.

Si distinguono tre tipologie di protesi mobili: totale, parziale e scheletrata.